Parmigiano-Reggiano, nuovo boom in Giappone


Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano parte alla riconquista del Giappone, dove la crisi legata allo Tsunami ha determinato, nel 2011, un calo del 13% delle esportazioni del “re dei formaggi” dopo tre anni di intensa crescita. Le ultime settimane del 2011 e i primi due mesi dell’anno in corso hanno già registrato una ripresa delle esportazioni nel Paese del sol levante, ma l’ente di tutela punta ora molto su Foodex, la più importante manifestazione agro-alimentare del mercato asiatico, in programma a Tokyo dal 6 al 9 marzo, dove sarà presente unitamente al Consorzio del Prosciutto di Parma. “Le esportazioni sono per noi un punto di forza irrinunciabile – sottolinea Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – e in Giappone puntiamo ora a consolidare la ripresa degli ultimi mesi, puntando molto su una manifestazione che richiama annualmente oltre 100.000 visitatori e sull’attenzione che da diversi anni i giapponesi riservano ai prodotti naturali e di qualità”. Il Consorzio ospiterà nel proprio stand imprese e caseifici che propongono il loro Parmigiano-Reggiano a imprese importatrici, della distribuzione e della ristorazione. Il personale del Consorzio sarà poi direttamente impegnato per proporre e far assaggiare il formaggio sia a potenziali clienti sia a chef e ristoratori, spiegandone le caratteristiche e le modalità d’uso in cucina, distribuendo materiale e favorendo i contatti con le imprese. Di Parmigiano-Reggiano, tra l’altro, parleranno i rappresentanti del Consorzio (Marco Prandi e Simone Ficarelli) nel corso dell’incontro che avverrà il 7 marzo con gli importatori giapponesi. All’incontro sono infatti invitate le imprese che importano il Parmigiano-Reggiano ed il Prosciutto di Parma; “un’opportunità importante – spiega Alai – per far conoscere le strategie del Consorzio e mper far conoscere gli elementi innovativi, non ultime la nuove regole sul disciplinare produttivo del Parmigiano-Reggiano, che vanno a garantire il consumatore mondiale sia sul più stretto legame con il territorio sia sul maggiore controllo dell’uso del marchio nelle confezioni del Parmigiano-Reggiano”. “Proprio in tal senso – conclude Alai – sono previsti incontri nel corso dei quali chiederemo nuovamente alle autorità giapponesi di intervenire affinché sia rimosso quello che riteniamo una sorta di inganno per i consumatori: in Giappone, infatti, se un alimento (il grattugiato, ad esempio), contiene il 70% di uno specifico prodotto può assumerne il nome, e questo fa sì che circolino con il marchio Parmigiano-Reggiano dei grattugiati che, in verità, contengono il 30% di qualsiasi altro formaggio”. “Le aziende che vendono il grattugiato fresco al 100% si vedono dunque come concorrenti non solo il “parmesan” – prodotto generico che fuori dall’Europa può ancora circolare liberamente – ma anche un prodotto sempre concorrente e per di più chiamato con lo stesso nome, ovvero “Parmigiano-Reggiano”. (ANSA).

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