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Parte da Napoli L’Ambasciata del Caffè

Aurelio Fierro e Roberto Murolo negli anni ‘50 cantavano la canzone “Sci sci piazza dei martiri” il cui ritornello è rimasto impresso nella mente degli “anta”: “Sci sci piazza dei martiri, la piazza dei gagà, nu lione tene mente a ‘ca, nu lione a rapa a vocca allà, sci sci piazza dei martiri appena spunti tu…….fann a gara per offrirc’ o caffè”
Apre oggi sulla scia dell’aroma del caffè, che nella città di Napoli ha avuto il suo tempio e i suoi sacerdoti, a cominciare dal grande Eduardo, l’Ambasciata del Caffè proprio a Piazza dei Martiri. A promuovere questa significativa iniziativa sono state due eccellenze della napoletanità: il caffè Kimbo e la Caffettiera di Piazza dei Martiri. Ma perché si è voluto dare questo nome intrigante “Ambasciata del Caffè” a questo connubio senz’altro vincente?
Il caffè la dice lunga in merito a questa nera bevanda che ci invidiano in tutto il mondo e non poteva non partire che da Napoli questa iniziativa con la particolarità di diffondere, grazie ad una piccola torrefazione, per la prima volta presente in un locale pubblico quale è il bar, l’aroma della tostatura del caffè.
La regola che renderà impeccabile questo caffè ha come paladini due brand collaudati, quale il Gran Caffè la Caffettiera, che già dal nome racchiude in sé dal 1982 il “gusto del caffè” e l’azienda Kimbo, che dal 1963 porta avanti l’industria del gusto in ben 40 paesi nel mondo.
Si inizia dalla preparazione, con l’utilizzo di una sola macchina a leva per fare il caffè espresso, la macinazione dei grani viene differenziata durante la giornata a seconda del grado di umidità e poi è a disposizione della clientela una “carta del caffè” con tre diverse miscele da scegliere.
E l’Ambasciata promette un altro tocco magico anche al palato più esigente.
Non ci sarà solo caffè in tazzina da sorseggiare. Largo a tante prelibatezze dai cocktail, al babà con crema, ai liquori, ai gelati ed ai semifreddi, tutti naturalmente con alla base il caffè.
Entrando nel particolare cerchiamo di scoprire meglio i fautori dell’iniziativa.
L’azienda Kimbo ha una storia esemplare alle spalle, che parte sempre dal capoluogo partenopeo e grazie alla passione e intuizione dei fratelli Rubino ha conquistato la leadership del mercato, prima locale e poi nazionale e internazionale. Grazie alla qualità delle sue materie prime, alla sapiente miscelazione, al raffinato processo di tostatura, combinato al controllo di tutto il processo produttivo, l’azienda è in grado di soddisfare le esigenze più disparate in fatto di caffè.
Nasce nel 1982 il Gran Caffè La Caffettiera, nel cuore della Napoli bene, per l’intuizione di Antonio Campajola, già noto imprenditore della ristorazione negli anni Settanta. È ora il figlio Guglielmo che ha preso le redini dell’azienda e la Caffettiera di Piazza dei Martiri è un punto di riferimento per indicare il luogo di un appuntamento, anche se l’ora per il napoletano è un optional. Più facile, dunque, sentir dire:  “ci vediamo alla Caffettiera…”, piuttosto che “ci vediamo a piazza dei Martiri”. E la Caffettiera oggi continua a mietere successi forte dei suoi trentuno anni di attività.
Sci sci piazza dei martiri canteremo ancora oggi nella piazza dove sono scomparsi i gagà per lasciar posto ai dandy di oggi ed ai marchi griffati delle boutique che si affacciano sulla piazza e i cui prezzi sono appannaggio di pochi, ma “a nuie che ce n’emporta, tanto ce bevimm nu’ caffè e tiramm a’ ccampà”.

Vera De Luca

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