Il prosciutto di Norcia

E’ il principe della norcineria e la sua tecnica di produzione รจ stata riconosciuta nel 1997 con una indicazione geografica protetta dell’unione europea.
Ne esistono due tipologie: il normale, chiamato il “tipico di norcia”, che viene stagionato per un massimo di un anno e “l’antico di norcia”, stagionato ben due anni.
il primo ha il pregio di aver fatto conoscere al grande pubblico il “prosciutto salato o di montagna”, oggi largamente presente nella grande distribuzione e noto per il suo sapore intenso, le cui fette sottili sono affettate rigorosamente “a mano”.
Il secondo rappresenta il punto piรน alto della norcineria ed รจ destinato ad un pubblico di amatori: lavorazione rigorosamente artigianale, lenta stagionatura all’aria secca di montagna.
la preparazione รจ rigorosamente dettata da un disciplinare di produzione: il coscio di maiale pesante viene rifilato con forma “a goccia” a un palmo dall’articolazione del femore (pallino), salato a secco con sale grosso e con l’aggiunta di pepe ed aglio schiacciato.
Dopo il periodo di salatura di 30-40 giorni, si procede al lavaggio con acqua tiepida e poi all’asciugatura, per poi andare alla fase di prestagionatura e stagionatura per 7-8 mesi, al temine della quale assume un aspetto consistente e con poco grasso ed un lieve sapore d’aglio.
la sua qualitร , oltre che dalla stagionatura, dipende dalla dimensione del suino alla macellazione e dalla sua alimentazione nella fase di ingrasso, la quale influenza la consistenza delle carni, la sapiditร  del grasso e la quantitร  di venature di grasso nel magro (marezzatura).

Condividi con