LU GHIALI ISOLA DEI NURAGHI IGT 2007: vino selezionato per un’Itàlia

LU GHIALI  ISOLA DEI NURAGHI IGT  2007 CANTINA LI SEDDI  BADESI  SS medaglia argento 2009

  

In Sardegna il vigneto è parte integrante del paesaggio, presente quasi ovunque, dalle pianure più fertili vicino al mare sino all’alta collina e alle zone più interne. Un ruolo importante, quello della vitivinicoltura, in una regione dove la particolare conformazione orogenetica e territoriale consente produzioni enologiche di elevata qualità che in alcune aree raggiunge spesso l’eccellenza
Di colore rosso rubino intenso con riflessi porpora. Profumi eleganti e delicati di macchia mediterranea, di ginepro e corbezzolo con sentori di frutti di bosco è un vino prodotto da uve Cannonau e Muristeddu.

I vini “Isola dei Nuraghi” sono regolamentati dal Decreto ministero Risorse Agricole del 12 ottobre 1995.
Il Cannonau è il vino rosso che, forse più d’ogni altro, richiama immediatamente alla memoria la Sardegna, le sue antiche tradizioni e la sua accogliente ospitalità. La coltivazione del vitigno è diffusa in tutta l’isola, ma trova il suo ambiente d’elezione nelle zone più interne, in particolare l’Ogliastra.

 

Il Cannonau (altrimenti detto Cannonao, Cannonadu o Canonau) è il vitigno a bacca nera più diffuso in Sardegna. La coltivazione di questo vitigno è diffusa in tutta l’isola ma concentrata nelle zone più centrali del territorio. Fino a poco tempo fa non se ne conosceva con certezza l’origine e la maggior parte degli esperti erroneamente lo riteneva importato dalla penisola iberica. Tuttavia recenti studi hanno dimostrato la sua endemicità, infatti resti di vinaccioli risalenti a 3200 anni fa sono stati infatti ritrovati in diverse zone dell’isola (ad esempio a Sa Osa – nella valle del Tirso, sulle colline di Sardara – a nord di Cagliari, a Villanovafranca e nel villaggio nuragico Duos Nuraghes di Borore in provincia di Nuoro), facendo del Cannonau il vino più antico del Mediterraneo, come riportato sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ed inoltre, “il risultato di analisi già condotte da laboratori spagnoli hanno dimostrato che il Cannonau, la cui uva ritenevano gli esperti fosse stata importata nel 1400 dalla Spagna, ha in realtà origini autoctone” (sempre dal sito del Ministero citato).

Muristeddu o Muristellu
Col termine “Muristeddu” si individuano due vitigni, il Bovale sardo e il Bovale di Spagna detto anche Bovale grande, entrambi giunti in Sardegna dalla penisola iberica intorno al 1300. Recenti acquisizioni scientifiche supportate da analisi genetiche, confermano la sostanziale diversità varietale tra i due Bovali. Il Bovale sardo lo ritroviamo in quasi tutte le aree viticole della Sardegna.
Il vino che ne deriva si caratterizza per la ricchezza in estratto, in alcool e per la complessità polifenolica, in particolare se ottenuto da vigneti allevati ad alberello sardo e con vendemmie tardive. In uvaggio con Monica e Cannonau entra nella Doc
Produce un’uva nera da vino, molto comune. Il vitigno è logudorese antico, e si coltiva tutt’ora in molte Regioni della Sardegna. 
Lu Muristeddu come viene chiamato  è un vitigno simile al Bovale Sardo,  viene coltivato ad alberello a piede franco dove nei vitigni di oltre 50 anni ci sono solo due grapolini per ceppo, in quelli più giovani sono massimo cinque, viene usato per tagliare in uvaggio gli altri vini poichè’ il colore molto intenso e i profumi fluoreali esprimono una certa tipicità
 

 

 

Berchidda (Ss): Museo del Vino Enoteca regionale della Sardegna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strada del Gusto Nord Sardegna

Strada dei Vini della Sardegna

 

 

 

 

abbinato ai piatti di Un’Itàlia:

Piatto n.80.    Culurgionis-Proposto da:Hotel Rifugio D’Ogliastra

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