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a tavola con… Agatha Christie

Uno dei modi migliori per creare un legame fra scrittore e lettore è trovare una passione comune ai due partecipanti, lettore e personaggio. E il cibo risponde perfettamente allo scopo. A molti di noi piace cucinare, quasi tutti sappiamo qualcosa di cibi e bevande, e tutti quanti amiamo riunirci a pranzo o a cena con amici e parenti. Quale via migliore, per entrare nei nostri cuori, del piacere universale della cucina e della tavola?

Non è una coincidenza che Agatha Christie scrivere (e non stupisce che abbia concepito molte idee per le sue storie in cucina). Il suo talento di scrittrice consisteva nel sapere esattamente che cosa avrebbe procurato piacere, emozioni e sorprese ai suoi fans. E con questo fine elaborava i suoi intrecci. La signora Christie si dedicava con pari abilità anche alle sue creazioni culinarie, deliziando allo stesso modo i suoi ospiti e i suoi lettori. I piatti illustrati in questo libro sono molto speciali. Ma forse ciò che più conta è quello che si prova mettendosi a tavola per gustarli. È come spezzare il pane in compagnia degli amici di una vita. Vi viene voglia di chiedere: “Pardon, monsieur Poirot, ne gradite ancora?” E non vi stupireste affatto di sentirvi rispondere “Mais bien sûr!

 

Dolcetti croccanti all’uvetta”

Preriscaldate il forno a 180° e fatevi fondere il burro sulla placca. Versate la farina  in una terrina, unite i fiocchi d’avena, lo zucchero di canna, il lievito, le mandorle in polvere e l’uvetta fatta rinvenire in

acqua tiepida per dieci minuti. Incorporate il burro fuso. Montate gli albumi a neve ben soda e unitevi il miele, mescolando con  cura. Incorporate il ricavato nel composto di farina. Riempite degli stampini di carta da forno con questo impasto fino a 3/4 di altezza; infornateli nella parte più bassa  del forno e fateli cuocere per 15 minuti.

140 g di fiocchi d’avena, 100 g di uvetta sultanina,20 g di mandorle in polvere, 75 g di farina, 50 g di burro,50 g di zucchero di canna

2 uova, 1 bustina di lievito, 2 cucchiaini di miele fluido (tipo acacia)

 

 (Agatha Christie, “Creme e crimini”)

 

 

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