Bonifacio VIII e il suo timballo

Fu l’ultimo papa a concepire la Chiesa come una istituzione al di sopra delle genti e degli Stati, tutti ad essa sottomessi. A lui si deve la fondazione dell’Università “La Sapienza” di Roma e la costruzione del Duomo di Orvieto e di Perugia.

Bonifacio VIII fu un papa dedito al culto della sua immagine. Si fece ritrarre, ancora in vita, in tantissime immagini; cosa che nessun Pontefice prima di lui aveva mai fatto. Statue in marmo e bronzo raffiguranti la sua persona si trovano a Firenze, Orvieto, Bologna, nel Laterano e ad Anagni. Persino Giotto lo immortalò in un celebre affresco nell’atto di leggere, dalla loggia di San Giovanni in Laterano, la bolla con la quale proclamava il Giubileo dell’anno 1300.

Benedetto Caetani fu un personaggio estremamente controverso che visse in un periodo di transizione. Diversi sono gli storici che lo giudicano un personaggio cinico e dispotico, gran peccatore, avido di ricchezze e di potere. Diversi segni fanno supporre che fosse superstizioso tant’è che usava, ad esempio, coltelli aventi per manico corna di serpente e portava al dito un anello appartenuto a re Manfredi di Svevia. La leggenda popolare sosteneva addirittura che avesse strappato personalmente tale anello dal cadavere del Re.

È aspramente criticato da Dante in tutto l’Inferno, tanto che il sommo Poeta scriverà che nella Bolgia dei Simoniaci c’è già un posto riservato a lui.

Meritevole di una visita Ad Anagni è il Palazzo di Bonifacio VIII che fu anche l’antica residenza dei Papi dove tra l’altro, all’inizio del 1300, lo stesso Bonifacio VIII, a seguito della scomunica da lui stesso emessa contro il Re di Francia Filippo il Bello, fu arrestato dagli emissari francesi e secondo una leggenda, addirittura schiaffeggiato… per questo il Palazzo è anche detto “dello schiaffo

Per 4 persone

300 g. di maccheroni,  150 g. di animelle di vitello, 80 g. di fegatini di pollo, 60 g. di prosciutto cotto, 30 g. di funghi secchi, olio d’oliva, Marsala, mollica di pane, cipolla, timo in polvere, 1 uovo
 tartufo nero di Norcia   500 g. di fesa di vitello 150 g. di creste e bargigli di pollo 80 g. di filoni di vitello, 60 g. di salsiccia fresca, burro, vino bianco secco, brodo, latte, aglio, prezzemolo, farina, sale
 

Preparazione

Scottate le animelle, le creste e i bargigli di pollo in acqua bollente, levate a tutto la pelle, sgranate le animelle. Rimettete creste e bargigli in acqua fredda salata, cambiandola spesso, per tre ore. Ammollate i funghi in acqua, tagliateli a pezzi regolari, fateli saltare in padella con poco burro, poi aggiungete i filoni, i bargigli, le creste, le animelle, i fegatini tagliati a pezzi regolari. Insaporite con 1 dl di vino bianco, 1/2 dl di Marsala, sale, pepe, brodo leggero e portate a cottura. Mescolate in una scodella la carne di vitello, passata, due volte al tritacarne, una punta di timo, un pugnodi mollica di pane bagnata nel latte e strizzata, aggiungete il prociutto, la salciccia,1/2 cipolla, 1 spicchio d’aglio e un ciuffo di prezzemolo, il tutto tritato finemente. Amalgamate tutto con un uovo sbattuto, salate se necessario, e formate delle polpettine. Infarinatele e rosolatele in un tegame con olio e  burro. Fatele indorare bene da entrambe le parti. Eliminate il grasso in eccesso e lasciatele andare per 15 minuti con 1/2 bicchiere di vino bianco, in un recipiente coperto a fuoco moderato. Cuocete i maccheroni al dente, conditeli con il composto  precedentemente realizzato, versate tutto in uno stampo unto di burro e foderato completamente con lamelle di tartufo nero di Norcia.Infornatelo a calore medio per 15 minuti. Rovesciate il timballo su un piatto di portata e decorate con le polpettine.

 

 

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