Il “Pane d’Albero”.. La Castagna

Anticamente le castagne erano chiamate “pane d’albero”, una definizione, senza dubbio, che la dice lunga sull’importanza che questo “frutto” ha avuto nell’alimentazione di tanta popolazione, avendo costituito per molto tempo una fonte di sostentamento insostituibile per i contadini e per i meno abbienti.

La castagna rappresenta infatti un “frutto” in grado di fornire non solo un elevato apporto calorico (160 Kcal per 100 grammi di prodotto edibile) ma anche importanti elementi nutritivi tra cui zuccheri, primo fra tutti il saccarosio (6,7 g/100 g), presente in quantità più elevata che nel frumento, noci e patate, e poi vitamine (B1, B2, PP e K ,A, C ed E), minerali, come Calcio, Fosforo, Magnesio, Potassio (ben 395 mg per 100 grammi di prodotto edibile) e amidi.

La composizione nutritiva, il valore energetico e l’estrema versatilità nell’uso in cucina rendono dunque le castagne un valido e gustoso sostituto alle patate e al grano ma anche un importante alleato del nostro organismo favorendone il benessere. La ricchezza di glucidi, che rende le castagne così energetiche, fa si che il consumo di questo frutto sia particolarmente indicato in caso di astenie fisiche o intellettuali e sia dunque particolarmente raccomandato per chi pratica sport o è soggetto a stress. Inoltre è un valido alimento alternativo per i bambini che soffrono di intolleranze al latte vaccino e al lattosio ed un buon surrogato per quanti sono allergici ai cereali.

La fibra contenuta nella polpa è poi molto importante per favorire la motilità intestinale e combattere la stipsi mentre la grande quantità di potassio contenuta favorisce il buon funzionamento degli apparati cardiovascolari e neuromuscolari, contribuendo inoltre ad aumentare la resistenza fisica e le nostre capacità lavorative. Le uniche controindicazioni sono per coloro che soffrono di diabete la cui dieta, necessariamente povera di zuccheri, vede il consumo di castagne poco indicato o comunque da concedersi sicuramente entro piccole quantità.

Torniamo a parlare di castagne. Colori, profumi, tradizioni, tutto in lei richiama questo periodo dell’anno. Il suo consumo ha origini antichissime e da sempre ha accompagnato le popolazioni contadine costituendo una fonte di sostentamento umile ma insostituibile e un vero alleato della natura per la il benessere dell’organismo.

Con le sue tinte scure ed intense proprie della terra inumidita dalle prime piogge e dai primi freddi, con il suo profumo di sottobosco e con il sapore pieno che, esaltato dalla cottura sulle braci di un focolare, evoca subito un senso di casa, di calore, di intimità, la castagna è senza dubbio uno dei frutti-simbolo dell’autunno nonché uno dei più genuini e nutrienti prodotti che la natura da sempre pone sulla nostra tavola nel periodo invernale.

Per secoli la castagna, soprattutto prima dell’introduzione della patata in Europa, ha rappresentato una delle principali forme di sostentamento della popolazione contadina ed un valido aiuto per combattere la fame e la povertà. “Pan di legno e vin di nuvoli”, ovvero polenta di farina di castagne e acqua, hanno costituito infatti per lungo tempo la dieta quasi esclusiva di tanta povera gente garantendone la sopravvivenza anche nei momenti di maggiore bisogno.

Il consumo di questo prezioso frutto da parte dell’uomo, e quindi la consapevolezza del suo valore nutrizionale, risale d’altra parte a tempo immemorabile. Persino la letteratura ne fa menzione tanto che già nel V secolo lo storico Senofonte definiva il castagno come “albero del pane”; nel I secolo a.C. Marziale, parlando del consumo di tale frutto, ricordava la supremazia assoluta di Napoli nell’arrostire le castagne mentre Virgilio, in età augustea, celebrava le castagne cotte nel latte e mangiate con il formaggio.

Molti secoli dopo, siamo nel 1700, la castagna, da alimento umile e contadino, approda sulle tavole dei nobili in una veste più esclusiva, come marron glacé, divenendo allora un dolce ricercato e apprezzato. Da allora, a poco a poco, a si diffonderà l’usanza di offrire queste piccole prelibatezze nella notte di Capodanno per augurare felicità e prosperità. Ancora nel Settecento, a Parigi, si diffonde una sorta di cioccolata, inventata dal farmacista Bonneau, preparata con cacao e farina di castagne essiccate: anche questa preparazione dolce incontrerà grande successo tra la popolazione e dimostrerà ancora una volta la grande versatilità della castagna nell’alimentazione.

Per quanto riguarda la produzione mondiale di questo frutto, produzione che supera le 500.000 tonnellate per anno, il primato spetta senz’altro alla Cina e alla Corea ma l’Italia contribuisce all’incirca per l’11%, attestandosi come terzo produttore mondiale. In ambito europeo invece il nostro Paese detiene addirittura la leadeship contribuendo, con circa 70 mila tonnellate prodotte annualmente, a fornire ben il 47% della produzione dell’Unione Europea.
Tra le regioni italiane maggiormente vocate alla produzione di castagne sono soprattutto la Campania, il Lazio, la Sicilia, il Piemonte e la Toscana.

 

fonte www.agricolturaitalianaonline.gov.it


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